Guida pratica all'acquisto di una Testudo mediterranea - Testudoalbino.com

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Guida pratica all'acquisto di una Testudo mediterranea

 



Per prima cosa, quando ci accingiamo ad acquistare una tartaruga o qualsiasi altro animale, è opportuno informarsi se siano necessari dei documenti e, nel caso, quali siano. Non dimenticando poi che esistono pure dei regolamenti nazionali e locali che stabiliscono le modalità minime necessarie per garantire il benessere dell'animale. Detto questo, nel caso delle Testudo mediterranee, tutte inserite nell'allegato A del regolamento Cites, la vendita, ma anche la cessione a titolo gratuito, deve essere sempre accompagnata dal cosiddetto certificato Cites giallo. Anche se si tratta di un regalo, esso deve dunque essere presente e visionabile al momento della consegna della tartaruga. Qualora non ci sia, stiamo acquistanto o ricevendo in regalo un esemplare che non ha titolo ad essere ceduto, fatto questo che comporta multe salatissime anche a colui che magari in buona fede ne entra in possesso. Diffidare inoltre di chi dichiara che i documenti arriveranno e magari accampano la scusa dei tempi lunghi per ottenere le certificazioni. Meglio posticipare l'acquisizione dell'animale a quando arriveranno i documenti, ma se non c'erano e l'intenzione era quella di vendere/cedere, stiamo sicuri che con altissima probabilità, non ci saranno mai. Facendo così abbiamo evitato grandi problemi per noi ed abbiamo interrotto una catena perversa che porta animali di contrabbando, furto o altro, ad arricchire e favorire il mercato illegale degli animali protetti. Posso capire che possa entrare in gioco pure la compassione, ma sia chiaro che sebbene il sentimento sia nobile, così facendo apriamo la strada affinche altri di questi animali vengano proposti per la vendita.

Accertato che l'animale che vorremmo acquistare è munito di documenti Cites, non è sbagliato verificare il tipo di certificazione che li accompagna. Innanzitutto verifichiamo sempre che il certificato sia emesso secondo l'art. 8.3 del reg. 338/97, che abbia una fonte commerciale e/o barrata la casella 2 al box 19 che attesta che l'esemplare in questione sia esente dal divieto di commercio. Infine verifichiamo SEMPRE la corrispondenza del marcaggio dell'animale. Fino a tutto il 2011, si dava per assodato che le Testudo entro i 5 anni di vita fossero accompagnate da una scheda fotografica, essa infatti andava rinnovata annualmente sino a non oltre il termine ultimo dei 5 anni dopo di che era obbligatorio provvedere al marcaggio permanente, cioè l'inserimento del microchip. Dal 01/01/2012, qui in Italia è divenuto obbligatorio l'inserimento del microchip entro e non oltre il primo anno di vita, questo in vitù dei progressi della tecnologia che hanno permesso di miniaturizzare sensibilmente il microchip. Per tale motivo non sono in Italia commerciabili esemplari con scheda fotografica, né tanto meno è possibile richiedere qualsiasi tipo di certificazione in assenza di marcaggio permanente. Se qualcuno ha dei regolari documenti di esemplari che superano l'anno di vita con la vecchia scheda fotografica, prima di cederli deve necessariamente far inserire e certificare da un veterinario abilitato il microchip e quindi chiedere l'aggiornamento del certificato al proprio cites di riferimento. Questa operazione la può richiedere solo il venditore. Attenzione in questo caso, in quanto una precedente circolare Ministeriale obbliga al rilascio di una attestazione che certifichi il passaggio. In assenza quindi di regolare scontrino di vendita, fattura e/o dichiarazione di cessione ai fini cites, il funzionario cites provvederà a mettere in atto le indagini del caso. Questo nel caso in cui il certificato sia emesso da una autorità di altro paese europeo, in quanto è ammesso un unico passaggio commerciale (anche un regalo è considerato tale) al di fuori del paese di origine. Questo vuol dire che si può acquistare un animale di origine estera unicamente dal possessore indicato nel box 1 del certificato, facendosi rilasciare una dichiarazione, mentre qualsiasi negoziante o rivenditore italiano può vendere unicamente esemplari muniti di marcaggio permanente con microchip e certificato definitivo. E' buona norma farsi rilasciare contestualmente pure una dichiarazione di cessione ai fini cites che indichi gli estremi del certificato. I microchip si leggono con un apposito lettore che il venditore deve sempre avere per permetterci di verificare prima dell'acquisto.

Passiamo adesso al discorso prezzo. Spesso la differenza tra un esemplare proveniente da paesi esteri e munito di certificato fotografico è ben evidente. Indipendentemente dalla bontà o meno dell'animale, la differenza sta nel costo di certificazione, infatti in Italia è tra i più alti in Europa e certamente molto superiore rispetto ai principali paesi esportatori, cioè 2 o 3 volte superiore. A questo vanno aggiunte le spese del veterinario per l'inserimento del microchip. Quello che però spesso si ignora, è il fatto che sempre e comunque un certificato non definitivo, cioè con marcaggio fotografico, DEVE essere convertito in italiano, andando in contro a spese che spesso portano il nostro acquisto ad una cifra imprevista. Un valore indicativo, che dipende cioè dalla variabilità della parcella dei veterinari, è solitamente compreso tra i 30€ e i 40€ per esemplare, da sommare al costo di acquisto; non dimenticando il tempo e il carburante necessari per recarsi nei vari uffici Cites, dal veterinario ed alla posta (ogni nuovo certificato ha il costo di 15,49€). Valutiamo dunque bene tutto e con attenzione prima di accingerci ad acquistare un animale con certificato provvisorio e non ancora munito di microchip.

Premesso che il certificato ci sia e sia apparentemente valido (solitamente per quelli stranieri viene fatta una interrogazione da Roma all'autorità emittente per averne certezza), nonchè si sia valutato attentamente il costo sulla base di quanto sopra riportato, bisogna osservare bene l'animale. La prima cosa da guardare è l'occhio, infatti deve apparire lucente ma non lacrimoso e le palpebre non devono apparire minimamente tumefatte. Poi se ne osserva la corazza che deve avere dei colori naturali ed una forma armoniosa e priva di aloni strani. Il peso potrebbe essere un indicatore importante, ma spesso è difficile da valutare obiettivamente in quanto o si hanno importanti perdite di liquidi a seguito dello stress della manipolazione o non ci è consentito saggiarlo, specie durante le fiere, in quanto questa pratica comporterebbe rischi enormi di contagio di patogeni pericolosi. Questo tutela non solo l'allevatore, ma anche chi acquista l'animale. Diffidare dunque di chi lascia toccare a chiunque gli esemplari in vendita, ma potrebbe essere tuttavia accettato un saggio del peso se si venisse muniti di guanti monouso in lattice. Ovviamente vanno cambiati e gettati ad ogni uso.

Per finire, preferiamo animali che si sa essere allevati in condizioni opportune ed informiamoci sulla serietà dell'allevatore tramite terze persone ed un contatto diretto con lo stesso. Questo è spesso l'unico modo per capire se ci possimo fidare o meno. Un Allevatore serio rimane sempre a disposizione per dare i giusti consigli anche dopo molto tempo dall'acquisto.

 
 
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