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Fu una sorpresa il 10 settembre del 1991 trovare una piccola Testudo marginata bianca come il latte nata insieme ad altre 8 piccole tartarughe in giardino. Era una deposizione che non ero riuscito ad individuare, mentre le altre erano tutte in incubatrice. A breve si sarebbero schiuse le ultime uova rimaste di una femmina contrassegnata con la lettera N. Pochi giorni dopo da un uovo di questa ultima venne fuori un’altra piccola tartarughina bianca con gli occhi color brace. La Femmina N di colorazione assolutamente normale ne era la madre, e proveniva dalla zona di Olbia (Sardegna, Italia) da dove era stata prelevata almeno 20 anni prima da alcuni amici che l’anno prima se ne erano disfatti regalandomela insieme ad altri esemplari della stessa specie. Chi poteva essere il padre? Da subito pensai si trattasse di un giovane maschio color ocra chiaro, occhi grigi chiari mancante completamente di colorazione nera. Anche lui trovato anni prima nella zona di Olbia in Sardegna. Era Albino! Negli anni successivi nacquero in tutto 14 piccoli albini, ma di questi ne sono rimasti ad oggi solo sette, 6 maschi ed una sola femmina, nati nel 1996 e 1997. In questo ultimo anno morì per una polmonite fulminante, poco dopo il risveglio dal letargo, il padre di queste. Qualche settimana prima che morisse riuscii comunque a farlo accoppiare con la femmina eterozigote e da una deposizione di 11 uova nacquero 5 albini, prova dell’albinismo del maschio e dell’etereozigosi della femmina.
Da allora non nacque più nulla, fino allo scorso settembre 2003 quando da due piccolissime uova di una figlia della femmina N nata nel 1996, uscirono due altrettanto piccole testudo marginata albine. Anche questa era eterozigote e si era accoppiata con i fratelli albini nati lo stesso anno, finalmente maturi sessualmente. Erano passati 12 anni dalla prima nata e avevo voluto con tutto me stesso riuscire a selezionare il primo ceppo albino di Testudo marginata: ci ero riuscito. Quest’anno sono riuscito a far fecondare la femmina N eterozigote e la figlia dai 2 maschi albini nati nel 1996 ed attualmente ho in incubazione 28 uova di entrambe. Ma la sorpresa più grande è stata la prima deposizione da parte dell’unica femmina albina nata nel 1997 di cui ho in incubazione 5 uova.
Quando l’attesa del periodo d’incubazione è poi finita, si sono schiuse le prime uova. Testudo marginata, tra i 30-
La femmina N, la madre dei primi albini, ha deposto 2 volte, 12 uova ciascuna deposizione. In entrambi i casi la fertilità è stata bassa e solo 8 sono risultate fecondate. Molto probabilmente ciò è dovuto alla giovane età dei maschi, nati nel 1996, che hanno fecondato le tre femmine solo in virtù del mio intervento di inseminazione artificiale. Nella prima deposizione sono nati 4 esemplari normali e 4 albini, nella seconda 3 esemplari normali e 4 albini. In un uovo ho riscontrato un embrione di colore normale.
La giovanissima ed unica femmina albina, nata nel 1997, ha deposto un’unica volta 8 uova molto piccole. Anche in questo caso solo 4 erano fecondate: se ne sono schiuse 3, dando alla luce 3 esemplari albini di piccolissime dimensioni (22 mm ciascuno); nell’uovo abortito vi era un embrione bianco. Anche in questo caso ho trovato quanto mi sarei aspettato per una segregazione recessiva per l’albinismo (aa X aa).
Si tratta di una mutazione recessiva che segue le leggi di Mendel.
Solitamente gli esemplari albini sono sfavoriti in natura, tuttavia in questo caso, appaiono resistenti quanto gli esemplari normali. Probabilmente, poiché questa mutazione si è selezionata in natura ed è straordinariamente diffusa in certe popolazioni, evidentemente ha dato qualche beneficio o non è stata sfavorevole dal punto di vista del mimetismo. Ci tengo a far notare che la femmina N è un esemplare nato in natura e attualmente ha almeno 60 anni, il maschio albino, morto nel 1997, è nato e cresciuto fino ad 8 anni in natura, età in cui fu raccolto da miei conoscenti oltre 20 anni fa.
Particolarità di questa mutazione, è quella che gli esemplari accumulano pigmenti giallo chiari a partire da un paio di mesi dalla nascita: gli occhi progressivamente diventano color nocciola chiaro e questo li rende meno sensibili ai raggi UVA, tanto che vivono come gli esemplari di colorazione normale. Tuttavia appaiono molto chiari con la colorazione della specie sfumata.
Molto probabilmente, il colore chiaro è risultato non svantaggioso in Sardegna, presumo per la ridotta predazione e la particolare flora di piante secche per gran parte dell’anno. Non ultimo, e questo spiegherebbe la straordinaria diffusione dell’albinismo in Testudo marginata in Sardegna, il probabile effetto “fondatore” in una popolazione nata dall’immissione di pochi esemplari in tempi storici. La mutazione potrebbe essere avvenuta poco dopo l’immissione del rettile nell’isola, oppure essere già presente nei primi esemplari introdotti. Poiché non ho notizie di albinismo in Grecia, terra d’origine di Testudo marginata, sono più propenso ad avallare la prima ipotesi.