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Testudo hermanni hermanni (Sardegna)




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Testudo hermanni hermanni (Sardegna)



Testudo hermanni hermanni in Sardegna ha uno degli ultimi luoghi dova ancora vive e prospera in popolazioni ancora importanti, in particolar modo lungo la costa centro-sud orientale e nel versante nord occidentale dell'isola. Come per le toscane e le pugliesi, in questi ultimi tre decenni, le popolazioni sono andate riducendosi sempre più a seguito dell'eccessiva antropizzazione delle zone stanziali, in relazione alla raccolta indiscriminata e sopra tutto a seguito dei devastanti incendi dolosi che annualmente mandano in fumo ettari ed ettari di macchia mediterranea.
La Testudo hermanni hermanni in Sardegna appare ben acclimatata, riuscendo a riprodursi bene in tutta l'isola. Contrariamente a quanto ritenuto sino ad ora, la presenza della specie in Sardegna e Corsica è molto antica e tracce fossili riconducibili con certezza a Testudo hermanni risalgono al periodo Pleistocene, rinvenute esattamente nella parte centro orientale dell'isola, dove appunto la specie è ancora diffusa e prospera. C'è tuttavia chi ancora ritiene che si sia comunque estinta e che le popolazioni attuali originino unicamente da esemplari introdotti dall'uomo. Personalmente ritengo che non ci siano motivazioni sufficienti a dimostrare appieno quest'ultima ipotesi, anche in virtù di studi recenti che individuano, tramite marcatori molecolari, delle differenze (aplotipi) difficilmente giustificabili se non a seguito di lunghissimi tempi di isolamento. Visto comunque l'usanza di utilizzare le tartarughe come riserva di carne fresca da parte delle navi che solcavano il mediterraneo già in epoca preistorica, è certamente plausibile che alle popolazioni autoctone siano stati introdotti esemplari prelevati in altre aree del mediterraneo.
Le popolazioni sarde di Testudo hermanni depongono solitamente due volte all'anno da 4 a 10 uova, in genere da 5 a 7 nei mesi di maggio e giugno. L'intervallo tra la prima e la seconda deposizione è mediamente di 3 o 4 settimane, in relazione all'andamento climatico e i piccoli in condizioni naturali iniziano ad emergere dai loro nidi dopo la metà di agosto e sino ai primissimi giorni di ottobre, solitamente a seguito di eventi piovosi. Esattamente come per tutte le altre Testudo hermanni occidentali, i primi acquazzoni estivi sono un altro segnale, ma questa volta per gli esemplari adulti: inizia cioè il più importante periodo dell'anno dedicato agli accoppiamenti. La sex ratio in natura sembra assai vicina alla parità tra maschi e femmine ed i primi appaiono meno violenti rispetto ad altri rappresentanti del genere Testudo.
Il carapace si presenta solitamente meno bombato rispetto alle altre popolazioni occidentali e con una colorazione di fondo spesso con sfumature tendenti al verde, mentre il nero appare assai carico e ben contrastato.
L'età adulta viene raggiunta solitamente già prima dei 10 anni di età, la crescita dei piccoli è infatti assai vigorosa rispetto ai conspecifici occidentali e i 10 cm di lunghezza del carapace vengono raggiunti intorno ai 3-4 anni, raggiungendo dimensioni medie adulte a sua volta superiori intorno ai 18-20 cm. Anche i maschi raggiungono dimensioni massime di 17-18 cm. A seguito di osservazioni personali, appare evidente anche un'altra differenza con le altre popolazioni occidentali, e cioè una diversa temperatura che influenza la determinazione del sesso. Questo fatto tuttavia non stupisce, in quanto esistono studi ben documentati che hanno analizzato il fenomeno e lo hanno relazionato ad un adattamento all'ambiente. Questo, a parer mio, avvalora ancora di più l'ipotesi che Testudo hermanni abbia abitato l'arcipelago sardo-corso già in tempi remoti.

 
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