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Testudo hermanni hermanni (Toscana)




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Testudo hermanni hermanni (Toscana)



Testudo hermanni hermanni ha in Toscana uno degli ultimi luoghi dova ancora vive e prospera in popolazioni ancora importanti, in particolar modo lungo la costa tirrenica. Tuttavia, in questi ultimi tre decenni, le popolazioni sono andate riducendosi sempre più a seguito dell'eccessiva antropizzazione delle zone stanziali, ma anche in relazione alla raccolta indiscriminata e sopra tutto a seguito del passaggio ad un'agricoltura completamente meccanizzata. Gli incendi in Toscana non sono così frequenti e distruttivi come invece avviene in altre regioni italiane, pertanto non li ritengo causa principale del declino della specie in queste zone. Sul versante tirrenico, il Lazio possiede altre importanti popolazioni dove la specie è ancora ben presente, mentre per trovare altre popolazioni importanti bisogna recarsi in Puglia o in Sardegna.
Esistono segnalazioni più o meno accertate che collocano popolazioni isolate (relitte) anche in altre regioni d'Italia, come l'Abruzzo, la Calabria, Sicilia e l'Umbria.
La Testudo hermanni in Toscana appare ben acclimatata e si riproduce con successo anche ai piedi dell'appennino. Non è solitamente molto prolifica, deponendo in genere non più di due volte all'anno da 2 a 6 uova, in genere da 3 a 5 nei mesi di maggio e giugno. L'intervallo tra la prima e la seconda deposizione è mediamente di 3 o 4 settimane, in relazione all'andamento climatico e i piccoli in condizioni naturali iniziano ad emergere dai loro nidi dopo la metà di agosto e sino ai primissimi giorni di ottobre, solitamente a seguito di eventi piovosi. Questo è un fatto assai ricorrente e spesso mi è successo di trovare nidiate completamente schiuse in attesa di emergere aspettando condizioni climatiche più miti ed umide. Le piccole tartarughine in natura si nutrono infatti di piccoli germogli appena nati, e ciò si verifica regolarmente a seguito dei primi acquazzoni estivi. I giovani germogli sono infatti assai teneri e ricchissimi di nutrienti, un vero concentrato di energia per loro! Nulla a che vedere anche con la più succulenta foglia che gli possiamo offrire noi, anche mossi dai migliori intenti.
I primi acquazzoni estivi sono un altro segnale, ma questa volta per gli esemplari adulti: inizia cioè il più importante periodo dell'anno dedicato agli accoppiamenti. Personalmente lo ritengo tale in quanto, l'altro periodo, corrispondente al risveglio dal letargo, appare assai breve in relazione del fatto che le femmine spesso emergono anche solo un mese prima di iniziare le deposizioni e spesso non accettano le attenzioni dei maschi. Nonostante ciò le uova risultano fertili e vitali.
La sex ratio in natura sembra assai vicina alla parità tra maschi e femmine e personalmente ritengo opportuno, visto che in questa specie le attenzioni dei maschi non sono così pericolose per le femmine, di mantenere il naturale equilibrio tra i sessi, suddividendo tuttavia gli animali in congrui gruppi riproduttivi. Questo senza mai eccedere i 10 esemplari adulti per recinto.
Il carapace, a seconda delle zone di origine, può essere più o meno allungato e/o schiacciato. Solitamente si presenta moderatamente bombato e con una colorazione dal quasi completamente nero a colorazioni prevalentemente chiare, tuttavia le tonalità sono assai vivaci con un contrasto marcato tra il nero ed il giallo, spesso tendente all'arancio.
Per esperienza, l'età adulta non viene raggiunta se non dopo i 10 anni di età, ma non sono rari casi di esemplari che iniziano il loro ciclo riproduttivo anche a partire dagli otto anni di vita.
La crescita dei piccoli è abbastanza costante ed i 10 cm di lunghezza del carapace vengono raggiunti intorno ai 5-6 anni di età, quindi segue un periodo di crecita accelerata che li porterà in 3-4 anni alle dimensioni adulte di 15-16 cm di media. Ovviamente la crescita non si arresta mai completamente, ed esemplari anziani possono raggiungere anche i 18-19 cm, difficilmente di più. Tutto ciò è comunque assai variabile in relazione alle condizioni in cui si trovano, dalla disponibilità di cibo e dalle condizioni climatiche. Esemplari allevati in cattività e che hanno saltato il primo letargo naturale possono raggiungere le dimensioni adulte in minor tempo, tuttavia essendo i piccoli assai resistenti ed adattati ai nostri climi, ritengo deleteria questa pratica potendo disporre degli spazi adeguati alla loro stabulazione all'aperto.


 
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