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Testudo marginata (Sardegna)
Testudo marginata è stata introdotta in Sardegna dalla Grecia probabilmente in tempi storici, e vi si è acclimatata così bene che le popolazioni isolane appaiono decisamente numerose. Questo non toglie che sia l'antropizzazione degli ambienti, ma sopra tutto la raccolta incontrollata ed illegale, nonché i tremendi incendi che annualmente bruciano ettari ed ettari di macchia mediterranea, ne abbiano ridotto in modo significativo la consistenza. Su queste popolazioni, anche se Maier (1994) le indica come sottospecie della specie nominale greca, non ci sembrano dubbi circa l'origine. Infatti, se da una parte sono stati trovati carapaci risalenti al periodo pleistocene di tartarughe appartenenti alla specie Testudo hermanni (golfo di Orosei), ma anche al gruppo delle Testudo graeca (penisola del Sinis), non ci sono tracce fossili di Testudo marginata e le prime testimonianze scritte risalgono al XVIII secolo. Questo non esclude il fatto che la specie nell'isola possa essere stata introdotta anche molti secoli prima: infatti il suo areale di distribuzione corrispondente alla regione della gallura e ogliastra sono state scarsamente abitate sino a poco più di un secolo fa. A mio avviso è assai probabile questa seconda ipotesi, sopra tutto in quanto la consistenza e la dispersione delle popolazioni isolane sarebbe difficilmente spiegabile in poco più di due secoli di storia. Personalmente ho potuto notare che nelle zone frequentate dalla specie, la predazione dei piccoli è assai forte ad opera sia di mammiferi che di uccelli, fatto questo che conferma tempi lunghi per raggiungere i numeri e gli areali distributivi attuali.
Quello che differenzia maggiormente le popolazioni sarde di Testudo marginata rispetto a quelle greche, è innanzitutto una minore variabilità fenotipica, con dimensioni generalmente maggiori ed un carapace mediamente più bombato. A parità di lunghezza il peso di un esemplare sardo è mediamente maggiore di uno greco. Ma questo può essere facilmente spiegato a seguito dell'uso culinario che la specie ha avuto in passato, che ha probabilmente portato alla selezioni di esemplari di maggior peso.
La caratteristica principale di Testudo marginata è la scampanatura posteriore del carapace, spesso molto pronunciata e a forma di ventaglio. Grande variabilità si ha invece per quanto riguarda la colorazione che va dall'ocra al nero carico. Solitamente le squame, di colore nero, presentano un'areola giallastra centrale: negli esemplari anziani la colorazione si sbiadisce tendendo al grigio cenere. In queste popolazioni non sono rari esemplari completamente melanici, ma anche interessanti e frequenti casi di albinismo.
Testudo marginata mediamente raggiunge dimensioni intorno ai 30 cm, ma non sono rari esemplari anche di 40 cm ed oltre. Essi sono tuttavia animali detenuti per decenni in stato di cattività senza per altro avere avuto la possibilità di riprodursi per moltissimo tempo.
La specie è certamente la più prolifica tra le Testudo mediterranee, potendo effettuare in condizioni ottimali fino a 4 deposizioni all'anno, deponendo un numero variabile di uova che vanno da un minimo di 3 ad un massimo di 20, mediamente 8-
Testudo marginata raggiunge mediamente i 15 cm di lunghezza del carapace intorno al quinto anno di età, segue quindi una crescita vigorosa che porterà i giovani esemplari a raggiungere le dimensioni adulte, raddoppiando letteralmente, tra i 10-