Testudo graeca
Testudo graeca
Testudo graeca è un taxon di grande variabilità. Allo stato attuale delle conoscenze e dei più recenti studi molecolari, non esiste una classificazione univoca e pienamente condivisa a cui affidarsi in modo certo nell'ambito delle Testudo graeca. Questo taxon ha una diffusione che va dall'Asia minore ad est, fino a sud dei mondi dell'Atlante ad ovest, estremo occidente africano. Di sicuro si possono riconoscere due gruppi principali facilmente riconoscibili, quello africano e quello non africano di Europa ed Asia minore. Fra questi poi si evidenziano a loro volta delle ramificazioni più o meno accettate e di volta in volta riviste od accorpate. Diciamo che la maggior pare degli studiosi riconoscono 5 sottospecie africane e 5 sottospecie non africane. Ma certamente il futuro ci potrebbe riservare delle sorprese e profonde revisioni.
Testudo graeca ibera
Testudo Testudo
graeca ibera (Tgi) è certamente la sottospecie più diffusa e
numerosa del gruppo delle Testudo graeca euroasiatiche. E' altresì
quella che presenta maggiori variabilità morfologiche, e le
popolazioni balcaniche mostrano dimensioni più contenute rispetto a
quelle turche. Specie dal comportamento aggressivo, soprattutto i
maschi nei confronti delle femmine, e con attitudine al letargo molto
marcata. L'età adulta viene raggiunta non prima del decimo anno di
vita. Le femmine da quel momento in poi depongono mediamente tre
volte all'anno da 6 a 9 uova di grandi dimensioni con tempi di
incubazione significativamente più elevati rispetto alle altre
Testudo, mediamente a temperatura fluttuante di 29°C-32°C, di circa
10gg. Le Testudo graeca vengono considerate tra gli appassionati
come portatrici del famigerato herpes virus delle Testudo. Certamente
esso è un patogeno al quale le Tg sono resistenti, segno che si è
probabilmente evoluto in questo taxon, ma certamente il vero problema
di questa patologia è l'abitudine errata degli allevatori di tenere
le specie allevate in modo promiscuo. Tali condizioni favoriscono
debilitazione e stress tali da far esplodere la replicazione del
virus, che come qualsiasi altro herpes si incista a vita nell'ospite.
Per tale motivo, ma la raccomandazione vale per tutte le tartarughe,
non è mai consigliabile allevare specie e sottospecie differenti
assieme, e tale accorgimento ridurrà, unitamente a semplici regole
di igiene, qualsiasi problematica. Non essendoci prove che dimostrino
che il virus si trasmetta attraverso le uova, basta evitare che i
piccoli vengano in contatto con esemplari adulti di cui non si
conosca la storia.
Testudo
graeca ibera mostra un carattere più socievole e meno timoroso nei
confronti dell'uomo, al limite dell'esuberanza, risultando a mio
parere certamente la specie più "intelligente, simpatica ed
addomesticabile" fra tutte le Testudo.
Testudo graeca sottospecie
Il taxon delle Testudo graeca africane è a tutt'oggi molto discusso e probabilmente dovranno seguire studi più capillari al fine di arrivare ad avere una idea esatta della sua reale struttura. Eccetto che per l'isolata Testudo graeca cyrenaica, che vive nella omonima penisola di Cirenaica in territorio libico, tutte le altre popolazioni si susseguono abbastanza continue fino a raggiungere, partendo dalla Tunisia e passando per l'Algeria, le coste ed i monti dell'Atlante al sud/ovest del Marocco. Popolazioni isolate riconducibili a questo taxon si ritrovano poi nella Sardegna centro occidentale ed in Spagna, in ogni caso non più a nord, segno evidente di un adattamento a climi particolarmente caldi con inverni decisamente miti. Sono generalmente esemplari di dimensioni medie o piccole, ben al di sotto dei 20cm, anche se sono stati registrati casi di esemplari molto grandi di presunta origine algerina, anche in Sardegna. Comportamento riproduttivo assai simile a tutte le altre Testudo, al pari di Testudo graeca terrestris che insiste in climi assai simili, mostra un periodo di incubazione mediamente più lungo a parità di condizioni. I piccoli, difficili da allevare e molto sensibili alle condizioni di stabulazione, crescono velocemente, raggiungendo dimensioni adulte anche prima dei 10 anni. Alcune sottospecie sono in grado di effettuare letargo, ma in ogni caso ridotto, poiché in natura difficilmente hanno più di uno o due mesi di clima ostile.
Non
sono animali facili da allevare e richiedono soluzioni che mal si
addicono al clima giusto più temperato e piovoso della sponda nord
del Mediterraneo.
Una
delle sottospecie riconosciute, la Testudo graeca nabeulensis, è
localizzata generalmente in Tunisia. Per le particolarità di forma e
colorazione, oltre che per le dimensioni generalmente più contenute
fra le nordafricane, è abbastanza facile da riconoscere, ma in ogni
caso la variabilità che la contraddistingue a seconda del
particolare luogo di origine, non rende sempre semplice questo
compito. Specie difficile da allevare al di fuori del suo clima, si
ammala facilmente. I piccoli sono ancora più delicati e la mortalità
è altissima. Personalmente ho osservato in alcuni mercati, compreso
quello della località tipo di Nabeul, un numero enorme di bancarelle
a lato delle quali erano in vendita esemplari di tutte le età,
specialmente piccoli dalla nascita o di pochi anni. L'impressione è
che abbiano bisogno per gran parte dell'anno di un clima caldo e
secco, altrimenti non spiegherei in altro modo la vitalità di quegli
esemplari. Non posso escludere che eventuali decessi possano essere
prontamente rimpiazzati, ma certamente tutti gli esemplari osservati
apparivano sani e mangiavano tranquillamente alla calura
insopportabile del luogo, appena ombreggiati da tendoni che di ombra
ne facevano, in quelle condizioni, ben poca. Nessuna delle Testudo
che insistono nella sponda nord del Mediterraneo sarebbero
sopravvissute a quelle condizioni estreme, tanto meno si sarebbero
nutrite come nulla fosse, avrebbero piuttosto mostrato un
comportamento di fuga e protezione dal caldo. Numero di deposizioni
annue e numero di uova simili a quelle di Testudo hermanni hermanni.
Le
popolazioni sarde sono generalmente ricondotte ad un'origine
tunisina, anche se appaiono di media più grandi e dalla morfologia
marcatamente più variabile. E' nota una popolazione di grandi
dimensioni: alcune femmine possono raggiungere e superare i 30cm di
lunghezza carapace.
Testudo graeca terrestris
Queste sono tartarughe speciali! Ma cosa avranno di diverso dalle altre Testudo mediterranee vi chiederete leggendo ciò... Nulla e tanto, infatti si differenziano rispetto a tutte le altre specie di Testudo per una colorazione estremamente variabile che va dal quasi completamente giallo (greche golden), al nero con infinite gradazioni e sfumature di marrone, rosa, giallo, blu. Ma sono i piccoli a stupire maggiormente con i loro colori sgargianti arancio, mattone e grigio/blu. Si, blu, non ci volevo credere neanche quando me le sono viste uscire dall'uovo!
Ho atteso del tempo prima di compilare questa scheda per approfondire la mia esperienza di allevamento, e posso dire che si tratta di una tartaruga facile da allevare purché si disponga di un'ampia serra fredda. In essa non ci saranno problemi di eccessivi e repentini sbalzi termici tra giorno e notte, permettendo un ciclo vitale più vicino a quello delle zone di origine durante i mesi qui in Italia più freddi e piovosi. Da maggio a settembre possono stare tranquillamente fuori...
In tali condizioni il letargo inizia a fine novembre e si conclude verso la metà o la fine di febbraio, momento in cui le tartarughe iniziano a nutrirsi ed i maschi diventano molto attivi negli accoppiamenti. Entro la prima decade del mese di aprile iniziano le deposizioni con un numero variabile di uova da 3 a 5 ad ovatura, che possono arrivare, ad intervalli di circa 3 settimane a 3 o 4 in una stagione, con un numero massimo di uova osservate di 12-13 per anno. Stiamo parlando di animali che difficilmente raggiungono i 20 cm di lunghezza carapace per le femmine e 13-14 nel caso dei maschi, quindi si tratta di tartarughe di piccola taglia adattate a climi abbastanza estremi.
Dimostrano un comportamento riproduttivo simile a quello delle altre Testudo, di contro ad periodo di incubazione che può variare dai 70-90 giorni a 29°C 32°C.
A causa delle passate raccolte indiscriminate dai luoghi di origine ed al fatto che questi animali non sono sopravvissuti se non in piccoli numeri, le importazioni dai luoghi di origine, alcuni dei quali al momento in stato di guerra (Siria), non sono più consentite in Europa, pertanto riveste un ruolo di grande importanza l'allevamento e la riproduzione degli animali che si trovano nelle collezioni private.
In conclusione, si tratta di una specie estremamente interessante, poco comune, che tuttavia richiede accortezze di allevamento non alla portata di tutti.