Testudo marginata
Testudo marginata
Testudo marginata si ritiene introdotta in Sardegna dalla Grecia probabilmente in tempi storici o precedenti, e vi si è acclimatata così bene che le popolazioni isolane appaiono ad oggi decisamente numerose, specie in alcune aree. L'antropizzazione degli habitat, ma sopra tutto la raccolta incontrollata ed illegale, nonché i ricorrenti incendi che bruciano ettari di macchia mediterranea, ne hanno ridotto in modo significativo la consistenza rispetto al passato. Maier (1994) indica le popolazioni sarde come sottospecie della specie nominale greca, tuttavia recenti indagini genetiche sembrano smentirlo. Quello che differenzia maggiormente le popolazioni sarde di Testudo marginata rispetto a quelle greche sono le dimensioni generalmente maggiori ed un carapace mediamente più bombato. Ma l'alta variabilit tra gli esemplari in natura, non permette di identificare parametri univoci. In ogni caso, sembra che a parità di lunghezza, il peso di un esemplare sardo sia mediamente superiore. I colori sono normalmente accesi negli esemplari giovani con un certo grado di variabilità, ma tendono a sbiadire con l'età. In queste popolazioni non sono rari esemplari completamente melanici, ma anche interessanti e frequenti casi di albinismo. Testudo marginata raggiunge mediamente i 30 cm e 3kg di peso, ma non sono rari esemplari di 40 cm ed oltre e 5/8kg di peso. Specie prolifica, può effettuare fino a 4 ovature all'anno, eccezionalmente 5, da aprile ad inizio luglio, deponendo 6-16 uova ciascuna, in media 8-12. I piccoli iniziano ad emergere dai nidi a metà agosto. Rispetto a Testudo hermanni, tende ad avere un periodo più lungo di attività. La specie arriva a misurare 15 cm di lunghezza carapace intorno al quinto anno di età, raddoppiandola intorno ai 10-12 con il raggiungimento della maturità sessuale.
Come nel caso delle popolazioni sarde, ricondotte alla specie nominale dopo accurate analisi genetiche, anche le presunte Testudo marginata weissingeri, non sono altro che una forma nana che vive in una ristretta area del Mani in Grecia.
Seppure la vulnerabilità della specie sia inferiore rispetto ad altre tartarughe mediteranea, Testudo marginata è inserita in appendice II della Cites ed in allegato A del regolamento europeo.
Note ed approfondimenti sulla Testudo marginata
Testudo marginata è la tartaruga mediterranea che raggiunge le dimensioni medie più grandi, mostra in oltre una peculiare scampanatura delle placche marginali posteriori, da qui il nome della specie, che non ritroviamo in nessun'altra tartaruga al mondo. Le sue grandi dimensioni, fanno da controaltare alla tartaruga mediterranea più piccola, e tra le più piccole al mondo, cioè la Testudo kleinmanni. Non è probabilmente un caso che entrambe le specie abbiano una origine comune e siano geneticamente affini. Testudo marginata è una specie di facile gestione, che tuttavia subisce in modo impressionante gli errori di allevamento con crescite a dir poco aberranti, come il rimanere piccole e schiacciate come fossero una frittella. Il suo ciclo vitale è identico a quello delle altre Testudo mediterranee, tuttavia le generose dimensioni e la propensione a non effettuare un letargo continuato, in ogni caso più breve, la vedono attiva per quasi tutta la durata dell'anno e non è raro vederla esporsi ai tenui raggi del sole già nella terza settimana di gennaio. Il ciclo riproduttivo nel suo areale di origine, inizia nei primi giorni del mese di aprile e solitamente si conclude entro l'ultima settimana del mese di giugno. Tuttavia, a seconda della zona e delle fluttuazioni climatiche, si possono avere deposizioni anticipate alla fine di marzo e fino ad inizio luglio. La scelta del luogo di deposizione è molto accurata, in quanto la maggiore profondità del nido, richiede che il punto sia sufficientemente esposto.
Peculiarità della specie, è il ricorrente rinvenimento in natura, specie in Sardegna, di mutanti albini tirosinasi positiva (T+), a dimostrazione del fatto che tale mutazione non sia selezionata negativamente e permanga tra le popolazioni. Non è chiaro se ciò sia dovuto ad effetto fondatore, cioè presente nei primi esemplari introdotti nell'isola, o se semplicemente la mutazione sia avvenuta spontaneamente e poi si sia diffusa, fatto sta che la sua persistenza potrebbe essere letta come una variante di colore alternativa con una valenza adattativa e mimetica, considerando che alla nascita i piccoli si trovano una natura secca e ingiallita in cui il pattern di colorazione peculiare si va a confondere meglio di quello normale che in tali condizioni appare di grosso contrasto e visibilità.