Privacy Policy
Vai ai contenuti

Discover the fascinating world of Testudo hermanni, the charming Hermann's tortoise! This delightful reptile captivates with its unique patterns and gentle demeanor, making it a beloved species among tortoise enthusiasts. With its rich history and vibrant presence, Testudo hermanni is not just a creature of the wild; it’s a symbol of resilience and beauty in nature. - Testudoalbino

Salta menù
Professional breeding of mediterranean tortoises
Professional breeding of mediterranean tortoises
Professional breeding of mediterranean tortoises
Salta menù
Salta menù
Testudoalbino

Testudo hermanni

Testudo hermanni hermanni natural smile
  
Testudo hermanni hermanni

Testudo hermanni hermanni è la sottospecie occidentale di Testudo hermanni. Il suo areale di distribuzione inizia dalle regione Marche ad est della catena montuosa dell'Appennino in Italia, e copre il resto dello stivale, isole maggiori e minori del bacino del mar Tirreno, Sardegna. Sicilia, Corsica, Elba e Baleari. Proseguendo verso ovest, in discontinuità rispetto all'areale originale, si contano popolazioni nel sud della Francia e nella regione della Catalogna in Spagna. Si tratta di una tartaruga di dimensioni contenute, relativamente facile da allevare, i maschi adulti possono misurare dagli 11cm di lunghezza carapace, in media 12-14cm, fino ai 16-17cm che si possono incontrare nelle due isole maggiori, Sardegna e Sicilia. Anche per le femmine si osserva una certa variabilità con dimensioni massime record fino ai 22-24cm di carapace, ma normalmente si oscilla tra i 14cm e i 17cm di lunghezza carapace. A causa della forte riduzione degli habitat e del prelievo in natura subito, il suo status è definito vulnerabile. La Cites la inserisce in II appendice (IUNC NT), mentre l'Europa (IUNC EN), a causa del suo importante declino, soprattutto per la sottospecie occindentale, l'ha inserita in allegato A, status di massima protezione.
  
Note ed approfondimenti sulla Testudo hermanni hermanni

 
Testudo hermanni hermanni nel suo areale di distribuzione depone tra le 2 e le 3 (raramente fino a 4) volte all'anno da aprile a luglio, a seconda del clima e le caratteristiche della zona, da 1 a 7 uova ciascuna volta, in media 2-5. Lo sviluppo avviene in terra e di solito le nascite si hanno a partire da metà agosto sino al mese di ottobre. Spesso i piccoli rimangono all'interno del nido fino alle prime piogge di fine estate, raramente possono addirittra svernarci ed uscire all'aperto la primavera successiva. I piccoli alla nascita sono perfettamente in grado di badare a sè stessi, rimanendo tuttavia facile preda di corvidi, bisce, ratti, volpi e cinghiali. Di fatto pochi esemplari riescono a raggiungere dimensioni adulte e la relativa maturità sessuale intorno al decimo anno di vita.
Come per altre tartarughe, la determinazione del sesso è influenzata dalla temperatura di incubazione, ma va chiarito come l'argomento sia alquanto più complesso di quanto sembri e la risposta di fatto sia soggetta a molteplici variabili, compreso l'attivo movimento degli embrioni in base al gradiente di temperatura ed alla presenza o meno di alcuni geni che favoriscono un sesso piuttosto che un altro. Per altro, trattandosi di un adattamento fine all'ambiente, questa sensibilità varia anche tra le differenti popolazioni e latitudini. In sostanza non è possibile avere certezza del sesso, come erroneamente spesso si sente dire, solo impostando determinate temperature di incubazione.
, hanno evidenziato come l'areale di distribuzione di Testudo hermanni hermanni sia costituito da differenti forme locali identificabili principalmente tramite analisi genetica. Tali differenze non sono tuttavia sufficienti a definire un livello tassonomico ulteriore. Recentemente è invalsa la moda delle forme locali basate sull'origine geografica e su presunte peculiarità morfometriche e di colorazione, per altro senza alcune basi scientifiche, ma al solo scopo di vendere a maggior prezzo animali di una particolare zona di origine. Spesso si arriva allo scopo selezionando esemplari con caratteri specifici, non considerando che in natura magari rappresentano solo un frazione dei pattern possibili presenti, in realtà presenti con varie frequenze in tutte le popolazioni. Credere a chi identifica caratteri specifici per ciascuna origine, è dunque come credere che il moto degli astri possa influenzare la nostra vita, ovviamento con tutto il rispeto per chi ci crede, certamente non il sottoscritto. Tralasciando il fatto che ciò possa indurre un prelievo illecito in natura dovuto alle richieste dei collezionisti, recenti studi hanno chiarito come siano suddivisi in natura i gruppi di popolazioni geneticamente omogenei. Il primo gruppo è rappresentato dalle popolazioni continentali italiane, fatta esclusione per tre differenti popolazioni rilevate in Calabria ed ancora in fase di studio. Troviamo quindi le popolazioni delle tre isole maggiori che si affacciano sul mar Tirreno, Sicilia, Sardegna e Corsica, oltre a quelle di probabile introduzione presenti nelle , in Spagna continentale. Infine troviamo le popolazioni nel sud della , e con una variabilità tra gli individui molto ristretta a causa dell'esiguo numero di animali rimasti, ed una popolazione, probabilmente relitta, nella zona di , in Spagna continentale, a poca distanza del confine francese, che ancora non ha trovato una collocazione nel quadro generale della sottospecie, e studi accurati sono attualmente in corso per definirla.
Mentre dal punto di vista della i nuovi strumenti genetici sono in grado di definire con buona precisione la zona di origine di un animale in funzione di un database che raccoglie tutte le peculiarità rilevate da recenti studi sul campo, la ricerca a fini collezionistici per esempio di esemplari toscani piuttosto che laziali, alla luce dei fatti non ha alcun senso. Infatti, mentre da un punto di vista geopolitico ci troviamo in due differenti regioni italiane, le popolazioni naturali non conoscono se non confini naturali, quali corsi d'acqua di dimensioni adeguate e catene montuose importanti. Andremo dunque a parlare di un unico gruppo che certamente ad un'analisi fine mostrerà frequenze geniche riconducibili ad un determinato territorio, ma per capirsi, stiamo parlando di poche mutazioni puntiformi che si evidenziano semplicemente con maggiore frequenza. Quando pertanto parliamo di Testudo hermanni hermanni toscane, piuttosto che pugliesi o laziali, ci riferiamo unicamente alla localizzazione degli animali appartenenti ad un medesimo gruppo altamente omogeneo, che certamente potrà avere qualche differenza morfometrica rilevabile, ma questa non sarà altro che una risposta adattativa al particolare habitat in cui vive. Ciò non vuol dire che in un allevamento attento sia consentito mischiare a piacimento animali di provenienze note, attenzione, ma semplicemente che da un punto di vista della specie siamo di fronte al medesimo gruppo omogeneo con popolazioni localizzate in differenti regioni o parti di esse. La necessità di non mischiare, che d'altra parte diventa imperante quando si vuole salvaguardare le differenti popolazioni che potrebbero estinguersi in natura, potrebbe avere un senso solamente nell'ottica di una riserva in casi estremi, per altro al momento un'eventualità alquanto remota se non per limitate aree soggette ad impatto antropico eccessivo.

Testudo hermanni boettgeri
  
Testudo hermanni boettgeri

 
Testudo hermanni boettgeri è la sottospecie orientale di Testudo hermanni. Il suo ha inizio ad ovest dalla costa dell'Emilia Romagna in Italia e si estende per tutti i Balcani, fino alla Grecia, Bulgaria e Romania in direzione est. Studi recenti individuano due gruppi genetici principali ed hanno chiarito come le pur presenti differenze in ambito morfologico non possano individuare ulteriori livelli tassonomici, dirimendo la questione hercegovinensis, seppur tale differenza sia certamente maggiore rispetto a quella riscontrabile tra le differenti popolazioni di Testudo hermanni hermanni, che di fatto appare ben più omogenea rispetto a Testudo hermanni boettgeri. A differenza della sottospecie occidentale, le popolazioni naturali sono più numerose ed in salute, avendo subito in misura minore l'impatto antropico. Si tratta, nel caso del gruppo che si estende lungo la costa dall'Italia all'Albania, di esemplari dalle dimensioni medie vicine a Testudo hermanni hermanni, mentre per tutte le altre popolazioni si osservano dimensioni medie decisamente maggiori. Non sono rari esemplari che raggiungono o si avvicinano ai 30cm. La Cites la inserisce in II appendice (IUNC NT), mentre l'Europa (IUNC EN), a causa del suo importante declino, soprattutto per la sottospecie occindentale, l'ha inserita in allegato A, status di massima protezione.
  
Note ed approfondimenti sulla Testudo hermanni boettgeri

 
Le differenze principali tra le due sottospecie, tralasciando colorazione, forma del carapace e suture del piastrone, stanno principalmente nel versante delle dimensioni medie ed in un miglior adattamento a climi più freddi ed umidi. Il clima dei balcani è normalmente soggetto ad incursioni fredde provenienti da est e questo ha certamente indotto questo differente adattamento rispetto al più mite ed uniforme clima occidentale, protetto a nord dalla catena delle Alpi e ad est dai monti Appennini. Anche se il gruppo genetico croato presenta dimensioni medie paragonabili o poco superiori a quelle della media delle popolazioni di Testudo hermanni hermanni, in tutto il resto dell'areale troviamo animali di dimensioni mediamente molto più grandi. Un ha chiarito come l'attribuzione sottospecifica del gruppo genetico croato, tanto meno quello di elevarlo al rango di specie, non sia sostenibile. Rimane tuttavia un gruppo definibile bene sia morfologicamente che geneticamente, tuttavia in tutto e per tutto ascrivibile a Testudo hermanni boettgeri. Anche le presunte differenze nella strategia riproduttiva, sono in realtà infondate, essendo le annotazioni di Vetter nel suo libro Testudo hermanni prese in animali osservati al di fuori del loro areale originario ed in un clima, quello tedesco, notoriamente non congeniale, per non dire inospitale per un ciclo vitale completo. In condizioni più vicine all'areale originario, in centro Italia, ho personalmente osservato come il gruppo genetico croato che potremmo comunque continuare a chiamare gergalmente hercegovinensis, depone regolarmente una media di 3 volte all'anno con rari episodi in cui si può arrivare addirittura a 4, da 1 a 6 uova, normalmente da 2 a 5 per ciascuna ovatura. Di contro, il gruppo di dimensioni maggiori che occupa il resto dell'areale, di differente, ma in dipendenza delle dimensioni medie sensibilmente maggiori, a fronte di un identico comportamento riproduttivo, depone da 4 a 12 uova, in media da 6 a 8. Entrambe mostrano un identico tasso di crescita embrionale ed una analoga anticipazione nello sviluppo rispetto a Testudo hermanni hermanni, quantificabile ad una temperatura media di 31°C circa, in 2/3 giorni in meno di incubazione. Se vogliamo notare una differenza tra i due gruppi genetici di Testudo hermanni boettgeri, la possiamo trovare in un differente adattamento agli ambienti umidi, che si traduce in un minor tasso di sopravvivenza dei piccoli del gruppo hercegovinensis. Pertanto è bene fare attenzione ad allevare i piccoli in recinti in cui l'acqua mai ristagna.
A differenza di Testudo hermanni hermanni, la sottospecie orientale ha ancora popolazioni naturali floride e, grazie al suo maggior tasso riproduttivo, è indiscutibilmente meno vulnerabile di quella occidentale. Inoltre, esistono allevamenti di grandi dimensioni che producono decine di migliaia di piccoli all'anno contro le poche centinaia che riguardano la sottospecie occidentale, rendendola decisamente più comune e presente tra gli appassionati di tutto il mondo.

Specie allevate

Cell. +39 3479748304
Linea di separazione
Linea di separazione
ADDRESS:

Località San Zeno, 3
Arezzo, Tuscany, Italy
cap. 52100

OPENING HOURS

Mon - Fri: 09.00 - 18.00
​​Saturday: 09.00 - 13.00
Sunday: Closed
Email Address [email protected]
JOIN OUR MAILING LIST:


Created by Maurizio Bellavista copyright 2023
Torna ai contenuti